Come fare per.. Servizi Penali


riparazione per ingiusta detenzione
Scheda aggiornata al 23/12/2014
DOVE

Corte d’Appello –Ruolo generale Penale - piano 7° stanze 34- 36

Orario: da lunedì a venerdì 8,30 – 13,30 – sabato 9 -12.

COS'E'

Chi è stato sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere ed è stato poi, all’esito del procedimento penale, prosciolto con sentenza di assoluzione diventata irrevocabile, ha diritto a ricevere un equo risarcimento del danno subito. 

Stesso risarcimento spetta a:

  • chi ha patito ingiustamente carcerazione per effetto di un ordine di esecuzione erroneo;
  • chi ha subito custodia cautelare in carcere sulla base di un provvedimento emesso o mantenuto in mancanza delle condizioni richieste dalla legge, sia in caso di successiva assoluzione che di condanna.

Inoltre, chi è stato licenziato dal posto di lavoro che occupava prima della custodia cautelare e per tale causa, ha diritto di essere reintegrato nel posto di lavoro se viene pronunciata in suo favore sentenza di assoluzione, di proscioglimento o di non luogo a procedere ovvero viene disposta l’ archiviazione.

RIFERIMENTI NORMATIVI

artt. 314 - 315 - 629 c.p.p. art. 102 disp.att. c.p.p.
Art. 5 comma 5 convenzione diritti uomo

COME

Il ricorso  va proposto (a pena di inammissibilità) entro due anni dal giorno in cui la sentenza di assoluzione o condanna è diventata definitiva alla Corte d’Appello nel cui distretto è stata pronunciata la sentenza.
Si applicano le norme per la riparazione dell’errore giudiziario.
E’ obbligatoria l’assistenza di un legale munito di procura speciale.
La parte che si trovi nelle condizioni di reddito previste dalla legge può chiedere il patrocinio a spese dello Stato.

Alla domanda in carta semplice (in originale e  4 copie) va allegata copia della documentazione del processo di riferimento (ordinanza cautelare, sentenza, etc.)

Occorre depositare  un originale completo degli allegati e 4 copie senza allegati.

N.B.

La Corte di Giustizia di Strasburgo (sentenza 9 giugno 2005 ricorso 42644/02) ha richiesto una modifica dell’art. 314 c.p.p. che ammette l’indennizzo per ingiusta detenzione solo se l’imputato è assolto, se è disposta l’archiviazione del caso o il non luogo a procedere o se, in caso di condanna, la custodia cautelare è stata disposta in assenza di gravi indizi di colpevolezza o per reati per i quali la legge stabilisce una reclusione superiore a tre anni. Per la Corte si tratta di previsioni restrittive perché l’art 5 comma 5 della convenzione prevede in ogni caso di illegittima restrizione il diritto ad una riparazione.

INOLTRE

La riparazione per ingiusta detenzione si distingue dalla riparazione derivante dalla commissione di un errore giudiziario:

  • la riparazione per ingiusta detenzione si riferisce alla detenzione subita in via preventiva prima dello svolgimento del processo e quindi prima della condanna eventuale,
  • la riparazione dell’errore giudiziario presuppone invece una condanna a cui sia stata data esecuzione e un successivo giudizio di revisione instaurato – dopo una sentenza irrevocabile di condanna - in base a nuove prove o alla dimostrazione che la condanna è stata pronunciata in conseguenza della falsità in atti. Chi viene prosciolto in sede di revisione può chiedere un risarcimento commisurato alla durata della pena espiata e alle conseguenze personali e familiari della condanna.